corsi per infanzia

Psicomotricità integrativa-relazionale

La psicomotricità integrativa è un’attività che favorisce lo sviluppo armonico del bambino, integrando le sue funzioni corporee, emotive e cognitive in un contesto di gioco libero che gli permette di esprimersi pienamente.
Questa disciplina tiene conto del bambino sia come essere nella sua totalità sia come inserito in un ambiente familiare e sociale.
La Psicomotricità integrativa, quindi,si occupa di genitori e figli nelle diverse fasi di crescita, fornendo al bambino uno spazio dove, attraverso il gioco simbolico, può sperimentarsi nella relazione con se stesso, i coetanei e gli adulti. In questo modo si forniscono ai genitori strategie di comunicazione verbale e non verbale, al fine di consegnare a questi la chiave di accesso all’emotività dei propri figli con l’obbiettivo di aiutarli a trovare soluzioni alle difficoltà che incontrano durante il percorso di sviluppo.

Questa disciplina interviene almeno in tre ambiti: quello educativo, quello riabilitativo/terapeutico.

L’intervento educativo nel suo complesso può essere concepito e programmato in modo da indirizzare il bambino, attraverso il dialogo corporeo e i contesti del gioco, a conoscere se stesso e l'ambiente, ad acquisire modalità relazionali che fondino il suo senso di fiducia nelle risorse del proprio io e nelle risposte dell'altro, a costruire armonicamente il suo "modo di essere al mondo".

L'attività preventiva: consiste soprattutto nell'osservazione del bambino durante le attività di gioco (elaborando un profilo personale di volta in volta aggiornato) per verificare la corretta evoluzione della sua maturazione e per individuare, qualora si presentassero, i sintomi del disagio al loro primo manifestarsi.

Essa utilizza il linguaggio del gioco corporeo e si serve di alcuni oggetti specifici come: palle, cerchi, corde, carta e stoffe. La comunicazione verbale, durante l'attività, è utilizzata il meno possibile da parte dell'adulto; non è interdetta ai bambini i quali, comunque, anche quando sanno già parlare, la usano pochissimo spontaneamente in contesto psicomotorio,. Usano invece, moltissimo, la vocalità; anche quello della voce è un gioco a cui l'adulto può rispondere con la propria voce non-verbale.

Lo psicomotricista valorizza i talenti e le forze d'ogni singolo bambino, promuovendo l’incontro e lo sviluppo della sua personalità, fornendogli possibilità dì evoluzione e di cambiamento

Egli è sia il responsabile che pensa e organizza lo spazio psicomotorio, sia colui che è formato a comprendere il gioco corporeo e a rispondere con lo stesso linguaggio, mettendo il bambino (ogni bambino in modo diverso) nella condizione di trovare le soluzioni positive, evolutive, di conferma e rafforzamento della personalità. Egli e' in grado di comprendere le comunicazioni non verbali, di sintonizzarsi con esse e di far procedere il gioco verso soluzioni evolutive di cambiamento.

In tal senso lo psicomotricista può diventare parte integrante del gioco e comunque vi partecipa in modo sempre consapevole. Non è un insegnante d'educazione fisica né un operatore sportivo, ma un terapista della psicomotricità che utilizza come strumento il gioco simbolico, ed è in grado di comprendere le comunicazioni del bambino e di sintonizzarsi con esse a livelli non verbali.


La psicomotricità può essere pensata per:

• aiutare il bambino, e poi l'essere umano nelle sue diverse fasi della vita, ad utilizzare le diverse risorse per sviluppare al meglio le proprie capacità, ognuno in un proprio modo e con caratteristiche proprie.
• Aiutare l'identità a formarsi, a collaudarsi, a rinforzarsi, sostenendola nella sua natura plurima (intellettuale-emozionale-affettiva e motoria), favorisce le condizioni per cui il bambino può crescere senza sperimentare o prolungare quelle situazioni di difficoltà e di disagio che sfociano poi nel disadattamento, nel disturbo psicoaffettivo o cognitivo (intervento riabilitativo/terapeutico).

• Miglioramento della relazione genitori/figli attraverso strumenti di sostegno e comunicazione per genitori

• Una sana crescita nell’età evolutiva

• Promuovere potenziali motori, espressivi, comunicativi e processi di simbolizzazione in ciascun bambino, dalle sue caratteristiche ed esperienze.


• Favorire percorsi personalizzati d’adattamento alle richieste e regole di gruppo, permettendone la graduale costruzione e coesione, nel riconoscimento e rispetto delle differenze individuali.

• Sviluppare l'autonomia personale e sociale attraverso situazioni che richiedono di prendere delle iniziative funzionali, a sé o agli altri, di cercare strategie per realizzarle.

• Trovare nell'adulto modalità d’interazione soddisfacenti e volte ad evolvere la relazione in senso meno dipendente.

• Migliorare la conoscenza di sé: sé corporeo, schema corporeo, immagine di sé.

• Sviluppare abilità d’organizzazione senso-percettiva: sperimentare e riconoscere le qualità degli oggetti, del movimento, della relazione (es. morbido, duro veloce, lento....) Strutturare le categorie SPAZIO e TEMPO dal vissuto e dall'esperienza condivisa, nell'apprendimento dei concetti spaziali (es. davanti, dietro, dentro, fuori....) e temporali (es. successone, durata, intervallo di tempo, ritmo....)

• Sviluppare schemi motori di base (camminare, correre, saltare....), posture e andature.

• Dare significato all'esperienza, permettendo di strutturarla, di ricordarla e simbolizzarla attraverso il linguaggio verbale c/o grafico.


L'intervento psicomotorio ha una funzione di promozione di benessere e salute, di prevenzione della difficoltà e del disturbo, di aiuto nella patologia in senso risolutivo, migliorativo, coadiuvante di terapie.

Per queste sue funzioni la figura dello psicomotricista, pur mantenendo una specificità professionale, che è evidente anche nelle modalità della sua formazione, si colloca pienamente prima di tutto nell'ambito educativo e quindi scolastico e poi anche in quello socio-sanitario.







PSICOMOTRICITA'
Gli incontri di psicomotricità
Come si svolgono:
Per bambini dai 0 ai 3 anni:
• Un incontro a settimana con uno o entrambi i genitori.
Per bambini dai 0 a 10 anni:
• In gruppi educativi (max 10 bambini)
• A livello individuale
• Con tutta la famiglia

Le metodologie cambiano a seconda della fascia d’età.

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GIORNATA DEL CUORE

LA GIORNATA DEL CUORE è uno spazio creato per i nuclei familiari che hanno figli. Attraverso il confronto dei genitori e l’esperienza in uno stesso spazio con i propri figli si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:

• Addestrare alla comunicazione affettiva
• Utilizzare il gioco come mezzo per relazionarsi con gli altri
• Comprendere il proprio stile educativo come genitore
• Imparare ad allenare la propria intelligenza emotiva e quella dei propri figli
• Essere bambini, comprendere ed esprimere l’emotività costruttivamente





programma completo

Conferenza
Psicomotricità ed Educazione Emozionale del bambino
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